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Mattarella ricorda Marzabotto, la memoria come difesa della pace

Nell’82° anniversario di Marzabotto, Sergio Mattarella avverte sui rischi della guerra e sul valore della memoria storica

Mattarella ricorda Marzabotto, la memoria come difesa della pace

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Il Presidente della Repubblica ricorda le vittime di Monte Sole e lega la memoria del 1944 ai principi della Costituzione

Nel giorno dell’82° anniversario dell’eccidio di Marzabotto e Monte Sole, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il valore della memoria e mette in relazione la tragedia del 1944 con un presente nuovamente segnato dalle guerre. Il Capo dello Stato avverte che quanto avvenuto nella storia può ripetersi quando vengono meno regole, responsabilità e rispetto della dignità umana.

Il monito di Mattarella sulle guerre

“Ciò che è accaduto può ripetersi”. È il passaggio con cui Mattarella apre la sua dichiarazione dedicata alla memoria dell’eccidio. Il Presidente osserva che le guerre stanno nuovamente mettendo in crisi le regole e gli strumenti costruiti per contenerle, con conseguenze che investono anche il senso stesso di umanità.

Il richiamo non si limita alla condanna della guerra. Mattarella individua nella democrazia, nella partecipazione, nella solidarietà e nella giustizia gli elementi sui quali si fonda quella che definisce una “civiltà di pace”. Principi che il Presidente collega direttamente alla Costituzione italiana e alla responsabilità delle comunità nel mantenerli vivi.

Marzabotto e Monte Sole, la strage del 1944

Gli eccidi di Monte Sole iniziarono il 29 settembre 1944 e proseguirono nei giorni successivi nei territori di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, sull’Appennino bolognese. Nel discorso pronunciato per l’80° anniversario nel 2024, Mattarella ricordò quasi 800 vittime, tra le quali quasi 200 bambini, definendo quei luoghi uno dei simboli più sconvolgenti della strategia di annientamento nazifascista.

Nello stesso intervento il Presidente ricordò il ruolo delle SS e dei fascisti e sottolineò l’assenza di qualsiasi ragione militare che potesse giustificare l’uccisione della popolazione civile. La memoria di quanto avvenne a Monte Sole è stata conservata negli anni attraverso commemorazioni, testimonianze e attività rivolte anche alle nuove generazioni.

Dalla memoria ai principi della Costituzione

Nella dichiarazione del 29 settembre 2026 Mattarella torna sul legame tra quei luoghi e la nascita dell’Italia democratica. Secondo il Presidente, i principi richiamati sono i cardini di una Costituzione maturata anche nei luoghi nei quali la dignità umana era stata negata e il dolore aveva raggiunto dimensioni estreme.

È un concetto che Mattarella aveva già sviluppato nelle precedenti commemorazioni. Nel 2023 aveva definito la memoria dell’eccidio una delle pietre angolari della Costituzione e dell’identità dell’Europa costruita dopo la Seconda guerra mondiale attorno alla promessa della pace, alla libertà e alla democrazia.

Una memoria affidata alle comunità

Il messaggio del Presidente porta infine l’attenzione sul presente. La Costituzione, afferma Mattarella, vive attraverso donne, uomini e comunità capaci di mantenere quei principi e di “generare speranza”. Il ricordo di Marzabotto assume così, nelle parole del Capo dello Stato, un significato che va oltre la commemorazione e richiama la responsabilità collettiva verso pace, democrazia e dignità della persona.

Un richiamo coerente con quello pronunciato dallo stesso Presidente a Marzabotto nel settembre 2024, quando aveva ricordato che Italia, Germania ed Europa riuscirono a risollevarsi dalla Seconda guerra mondiale costruendo un nuovo sistema fondato su libertà, pace, democrazia e diritti.


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29 Settembre 2026
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