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Per me la Repubblica è, il Quirinale raccoglie i volti e le voci degli italiani

Un archivio digitale raccoglie volti e voci degli italiani per celebrare il valore della Repubblica

Per me la Repubblica è, il Quirinale raccoglie i volti e le voci degli italiani

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La Repubblica italiana compie ottant’anni e il Quirinale invita i cittadini a raccontarla con brevi video personali

La Repubblica italiana compie ottant’anni e il Quirinale sceglie di celebrarla non solo con cerimonie istituzionali, ma anche attraverso un racconto collettivo fatto di persone, parole, ricordi e brevi video. L’iniziativa “Per me la Repubblica è...” invita cittadine e cittadini a spiegare, in pochi secondi, cosa rappresenti per loro la Repubblica.

Il risultato è pensato come un grande archivio digitale, una sorta di album di famiglia del Paese, dove non contano soltanto i volti più conosciuti, ma anche quelli dei bambini, dei giovani, degli italiani all’estero e di chi desidera lasciare una testimonianza personale.

Un anniversario che diventa racconto condiviso

Gli ottant’anni della Repubblica italiana non sono soltanto una ricorrenza storica. Sono anche l’occasione per chiedersi che cosa significhi oggi vivere in una comunità fondata su diritti, doveri, partecipazione e responsabilità.

Con il progetto online “Per me la Repubblica è...”, la Presidenza della Repubblica propone una celebrazione aperta, semplice e accessibile. Non serve un discorso solenne, non serve una produzione professionale, basta un breve video realizzato con il cellulare per raccontare il proprio punto di vista.

L’obiettivo è costruire nel tempo un archivio vivo, fatto di voci diverse, provenienti da ogni parte d’Italia e anche da fuori confine. Una memoria digitale che non si limita a ricordare il passato, ma prova a interrogare il presente.

Il sito dedicato ai volti della Repubblica

L’iniziativa è ospitata sul sito www.ivoltidellarepubblica.quirinale.it, dove sono già disponibili diversi contributi video. Il portale raccoglie messaggi brevi, diretti, spesso molto semplici, ma proprio per questo capaci di restituire un’immagine spontanea del rapporto tra cittadini e istituzioni.

La scelta del formato video rende il progetto immediato e vicino ai linguaggi contemporanei. In pochi secondi ciascuno può provare a dire che cosa significhi per lui o per lei la Repubblica, trasformando una parola spesso percepita come istituzionale in qualcosa di personale e quotidiano.

In questo senso, il web non diventa soltanto uno spazio di pubblicazione, ma uno strumento di partecipazione civile. La Repubblica viene raccontata attraverso le persone che la abitano, la vivono, la immaginano e, giorno dopo giorno, contribuiscono a darle forma.

Le parole dei bambini e lo sguardo delle nuove generazioni

Tra i contributi più significativi ci sono quelli dei bambini, capaci spesso di arrivare al punto con una chiarezza che gli adulti, ogni tanto, complicano inutilmente. Per alcuni di loro la Repubblica è il luogo dove nessuno deve sentirsi escluso, dove si è uguali, dove si può essere amici.

Sono definizioni semplici, ma tutt’altro che banali. Parlano di inclusione, uguaglianza, affetto, appartenenza. Concetti che stanno alla base della convivenza democratica e che, detti da un bambino, acquistano una forza particolare.

Il coinvolgimento delle generazioni più giovani è uno degli aspetti centrali dell’iniziativa. Celebrare la Repubblica significa anche trasmettere memoria, spiegare il valore della scelta repubblicana e rendere comprensibile una storia che appartiene a tutti, ma che rischia di sembrare lontana se non viene raccontata con linguaggi attuali.

I volti noti e il valore della partecipazione

Nel grande album digitale promosso dal Quirinale trovano spazio anche personaggi conosciuti del mondo dello spettacolo e dello sport. Tra i contributi citati figurano Checco Zalone, Claudio Bisio e la campionessa di tennis Jasmine Paolini.

Claudio Bisio lega la Repubblica all’idea di cosa pubblica, richiamando il lavoro come elemento fondativo e come impegno quotidiano. Una lettura che rimanda direttamente all’articolo 1 della Costituzione, dove il lavoro non è soltanto occupazione, ma partecipazione alla costruzione della comunità.

Jasmine Paolini richiama invece il concetto di squadra, un’immagine molto efficace per spiegare la Repubblica come impegno condiviso. Una squadra funziona quando ciascuno fa la propria parte, quando il risultato non dipende da una sola persona, ma dalla capacità di restare uniti.

La Repubblica come scelta quotidiana

Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa è che non chiede di definire la Repubblica in modo astratto, ma di raccontarla attraverso un’esperienza, un pensiero, un sentimento. La Repubblica può essere libertà, uguaglianza, lavoro, rispetto, scuola, cura, possibilità di partecipare.

Questa pluralità di significati è forse il cuore stesso del progetto. Ogni video aggiunge una piccola tessera a un mosaico più grande, mostrando che la Repubblica non vive soltanto nei palazzi istituzionali, ma anche nelle relazioni, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle famiglie, nelle città e nei territori.

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, il messaggio è chiaro: la democrazia non è un oggetto da conservare sotto vetro. È una responsabilità da rinnovare, una costruzione collettiva che richiede attenzione, memoria e partecipazione.

Un archivio vivente per ricordare il passato e guardare avanti

La Presidenza della Repubblica definisce il progetto come un modo per creare un archivio vivente di donne e uomini, di tutte le Regioni e di ogni età. Non un semplice contenitore di video, quindi, ma una raccolta di testimonianze sul significato civile della Repubblica.

L’espressione volti e voci della Repubblica restituisce bene il senso dell’iniziativa. Ogni volto rappresenta una storia, ogni voce porta con sé un modo diverso di intendere la cittadinanza, ogni contributo diventa parte di una memoria comune.

In un tempo in cui il dibattito pubblico è spesso frammentato, veloce e talvolta aggressivo, fermarsi per rispondere a una domanda apparentemente semplice può diventare un gesto importante: che cosa significa per me la Repubblica?

Una domanda semplice che riguarda tutti

Il valore dell’iniziativa sta anche nella sua immediatezza. Non viene chiesto ai cittadini di produrre un’analisi storica o politica, ma di condividere un pensiero autentico. E proprio questa semplicità permette di avvicinare persone diverse, anche chi normalmente si sente distante dal linguaggio istituzionale.

La Repubblica, in fondo, non è soltanto una data sul calendario o una parola presente nei libri di storia. È il sistema di regole e valori che permette a una comunità di riconoscersi, discutere, scegliere, cambiare e convivere.

Per questo l’invito del Quirinale ha un significato che va oltre l’anniversario. Raccogliere i volti della Repubblica significa ricordare che la storia democratica del Paese non appartiene a pochi, ma a tutti coloro che, con gesti grandi o piccoli, contribuiscono ogni giorno alla vita comune.

Luigi Canali
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I volti della Repubblica


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25 Maggio 2026 © Luigi Canali
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