L’Italia rafforza il proprio ruolo nel panorama internazionale delle Riserve della Biosfera e lo fa scegliendo una strada precisa, quella della partecipazione attiva delle nuove generazioni. Non più ragazzi chiamati soltanto a raccogliere un’eredità ambientale difficile, ma protagonisti coinvolti nelle decisioni, nelle strategie e nei progetti che riguardano il futuro dei territori riconosciuti dall’Unesco.
Un forum internazionale che guarda al futuro
Dal 18 al 22 maggio il Veneto diventerà il centro di un confronto globale dedicato all’ambiente, alla sostenibilità e alla partecipazione giovanile. Oltre 150 giovani tra i 18 e i 35 anni, provenienti da 142 Paesi, si incontreranno tra i Colli Euganei e il Delta del Po, includendo anche l’area che interessa l’Emilia-Romagna, in occasione della terza edizione del MAB Youth Forum. Si tratta di un appuntamento promosso nell’ambito del programma Unesco Man and the Biosphere, pensato per dare spazio alle nuove generazioni impegnate nella tutela degli ecosistemi e delle comunità locali.
Dai beneficiari ai protagonisti delle scelte
Il punto più rilevante dell’iniziativa è il cambio di prospettiva. La tutela del patrimonio naturale non viene più immaginata come un percorso deciso soltanto dalle istituzioni o dagli esperti, con i giovani relegati al ruolo di spettatori interessati. Il modello che prende forma è quello della Youth Governance, una visione nella quale ragazze e ragazzi partecipano direttamente ai processi decisionali, portando idee, competenze e sensibilità nuove nella ricerca scientifica, nella difesa della biodiversità e nella costruzione di economie locali più solide e sostenibili.
Generazione MAB e la Carta d’impegno
Prima dell’avvio ufficiale del Forum è previsto un doppio passaggio dal forte valore simbolico e operativo. Da una parte nascerà la rete Generazione MAB, destinata a mettere in connessione giovani impegnati nei territori delle Riserve della Biosfera. Dall’altra verrà adottata una Carta d’impegno nazionale, cioè un documento che punta a trasformare l’entusiasmo in indirizzi concreti. L’obiettivo non è limitarsi a una dichiarazione di principio, ma definire una cornice condivisa dentro cui far crescere una partecipazione stabile, riconoscibile e utile per i territori.
Il Veneto come laboratorio di sostenibilità
La scelta del Veneto come sede del summit non è casuale. Il territorio della Riserva della Biosfera dei Colli Euganei e del Delta del Po rappresenta bene il delicato equilibrio tra protezione ambientale e attività umane. Qui la convivenza tra paesaggio, biodiversità, tradizioni locali e sviluppo economico assume un significato concreto, non teorico. Proprio per questo l’area ospitante si presta a diventare un laboratorio internazionale dove discutere come rendere la sostenibilità qualcosa di praticabile ogni giorno, e non soltanto uno slogan buono per i convegni.
Il peso dell’Italia nella rete mondiale Unesco
Il nostro Paese ha un ruolo di primo piano in questo scenario. L’Italia ospita infatti 20 delle 750 Riserve della Biosfera riconosciute a livello mondiale dall’Unesco, aree terrestri e marine in cui la conservazione degli ecosistemi deve convivere con lo sviluppo economico delle comunità residenti. È proprio questa capacità di tenere insieme tutela ambientale e presenza umana a rendere le Riserve della Biosfera un modello particolarmente interessante. In questo quadro, il fatto che l’Italia torni a ospitare un summit internazionale dedicato ai giovani conferma una posizione di leadership costruita non solo sul patrimonio naturale, ma anche sulla qualità dei processi di gestione.
Un passaggio coerente con gli obiettivi globali
Il Forum si inserisce inoltre in una prospettiva più ampia, collegata agli indirizzi del Piano d’Azione di Hangzhou 2026-2035. In altre parole, il coinvolgimento delle nuove generazioni non viene trattato come una scelta accessoria o di immagine, ma come un elemento coerente con le strategie globali che riguardano ambiente, comunità e resilienza economica. La presenza attiva dei giovani viene letta come una condizione necessaria per rafforzare territori capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, alle trasformazioni sociali e alle nuove sfide produttive.
Un segnale politico e culturale
La presentazione dell’evento alla Stampa Estera ha evidenziato anche il valore istituzionale dell’iniziativa. Tra gli intervenuti figurano Moreno Gasparini, presidente dell’Ente Parco del Delta del Po Veneto, Enrico Vicenti della Commissione nazionale italiana per l’Unesco e Barbara Degani della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. La loro presenza sottolinea che il tema non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche il modo in cui istituzioni, territori e società civile scelgono di costruire una visione condivisa del futuro.
Una sfida che riguarda anche il domani delle comunità
Il vero messaggio che arriva da questo appuntamento è semplice e insieme decisivo. Proteggere la natura oggi significa anche creare spazi reali di responsabilità per chi vivrà quei territori domani. Affidare ai giovani un ruolo dentro la governance delle Riserve della Biosfera vuol dire riconoscere che la sostenibilità non si costruisce dall’alto, ma cresce quando partecipazione, conoscenza e radicamento locale si incontrano davvero. Ed è proprio su questo terreno che l’Italia prova ancora una volta a fare scuola.
08 Maggio 2026
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